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Accettate il Consiglio (47) - La paella di Ubaldo e il popolo di eroi, navigatori e Santi di Massimiliano Lussana

06 Maggio 2018

E' gustosa come una ricchissima paella la proposta di Ubaldo Santi, consigliere di Vince Genova, sottoscritta anche dal capogruppo arancione Stefano Costa, e dai numeri uno della Lega Lorella Fontana, di Fratelli d'Italia Alberto Campanella, di Forza Italia Mario David Mascia e di Noi con l'Italia Franco De Benedictis.

Ubaldo ha fatto il pieno sulla sua mozione sul "Gemellaggio Genova-Valencia" che non ha tralasciato nulla, dal fatto che "Genova (Repubblica di Genova) e Valencia (Regno di Valencia) hanno avuto rapporti finanziari, commerciali e culturali fin dal Medioevo" a quello che "la famiglia Pallavicino è stata per secoli proprietaria terriera di circa l'80 per cento del territorio valenciano, esprimendo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo ben tre sindaci".

Mica finita, perchè il consigliere della Lista Bucci, nella sua perorazione che ha ottenuto l'unanimità dei consensi fra i suoi colleghi, ha spiegato che "tutte le nobili famiglie genovesi hanno avuto uffici, filiali e sontuose residenze, alcune delle quali ancora esistenti, nel regno di Valencia dove i genovesi impiantarono fabbriche e manifatture di vario genere, le più famose delle quali furono le rinomate seterie conosciute in tutta Europa" e che "i valenciani finanziarono, con i loro soci genovesi, la spedizione di Cristoforo Colombo con la conseguente scoperta dell'America".

E poi, in un klimax di informazioni più efficace di una guida di Valencia, Ubaldo spiega che "questi eccellenti e proficui rapporti sono durati, nei secoli, fino all'epoca napoleonica, quando i francesi invasero e spogliarono sia Genova che Valencia, dividendo le famiglie nei rispettivi territori" e che "a Valencia sono tuttora presenti una notevole quantità di famiglie con cognomi tipicamente genovesi, al punto di fare sì che tale presenza sia oggetto di studi attuali alla facoltà di storia dell'università di Valencia, così testimoniando una collaborazione tra Genova e Valencia, che ha portato nei secoli enormi benefici per entrambe le comunità, creando tante opportunità di lavoro ed affari che hanno arricchito ambedue i territori".

Insomma, il consigliere di Vince Genova, festeggiato anche dal collega Francesco Maresca, ha condito il suo discorso e la sua mozione di una mole di ingredienti degna per l'appunto di una paella regale, spiegando che "è acclarato che è nell'interesse generale che tali benéfici rapporti siano rinnovati e rilanciati", con il tocco di classe dato dall'accento tonico usato dal coltissimo Santi, e che "risulta assai gradito ai governanti della Comunità Valenciana riattivare le antiche amichevoli relazioni che tanta fortuna portarono ad entrambe", impegnando sindaco e giunta "a proporre ed implementare nel più breve tempo possibile il gemellaggio tra Genova e Valencia".

Risultato trionfale: trentasette favorevoli su trentasette presenti.

Se il gemellaggio parte, dopo il riferimento alle seterie e ai rinomati artigiani valenciani, Luca Costi e Giancarlo Grasso mettono immediatamente su il Rating della Comunità valenciana, con Gianpaolo Badino già ai nastri di partenza per smazzarsi il lavoro più duro, come sempre, e Marinella con la valigia in mano.

Vedo già anche il marchio "Artigiani di Valencia" con Costi che riesce a fare approvare le leggi più svariate a favore della categoria valenciana.

Del resto, è dai tempi di Cristoforo Colombo, un altro che c'entrava parecchio con Genova e con la Spagna, che siamo un popolo di eroi e di navigatori.

E di Santi (Ubaldo), ovviamente.

 
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